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Droni e G.C.P.: la chiave per la precisione nella Fotogrammetria aerea – 2° parte

Nella prima parte abbiamo descritto cosa sono i Ground Control Points (GCP), come sono fatti,
perché sono importanti nella realizzazione di rilievi effettuati utilizzando la fotogrammetria aerea
da drone.
Essi concorrono a creare modelli 3D dettagliati e ortofoto precise, modelli che vogliamo
siano orientati, georeferenziati, scalati e geometricamente corretti.


Come si rilevano i GCP?
Per rilevare i GCP si utilizza una stazione GNSS (Global Navigation Satellite System), uno
strumento topografico di alta precisione. Questa stazione fornisce le coordinate geografiche dei
punti rilevati secondo un preciso sistema di riferimento, ad esempio secondo il sistema di
coordinate UTM WGS84 Zona 33T. Questi dati vengono quindi utilizzati per geo referenziare il
modello.


La tecnologia GNSS è fondamentale per determinare la posizione di un insieme di punti necessari
per la referenziazione di un rilievo eseguito con tecniche fotogrammetriche, laser o topografiche
tradizionali. Questo insieme di punti costituisce una “rete di inquadramento”, che ha l’obiettivo di
fissare le coordinate di punti su cui appoggiarsi per geo referenziare i rilievi.

Il metodo di rilievo più utilizzato per raccogliere le informazioni di posizionamento dei GCP è il
sistema RTK (Real Time Kinematic) Base-Rover. Questo sistema prevede l’utilizzo di due
ricevitori, il primo, detto Base o Master, viene posizionato in un punto fisso per tutta la durata del
rilievo, fornendo quindi nel tempo molteplici correzioni che ci restituiscono un’elevata accuratezza
nel posizionamento. Queste informazioni vengono poi trasmesse al secondo ricevitore, detto Rover,
che viene utilizzato dall’operatore per battere i punti necessari al rilievo, soffermandosi sui GCP per
un lasso di tempo limitato e permettendo così una rapida acquisizione delle informazioni necessarie
con un’accuratezza elevata.

Rilevamento di un GCP con rover GNSS

Normalmente la stazione GNSS al termine della raccolta dati delle coordinate dei GCP genera un
file di testo, che può essere interpretato da tutti i software di elaborazione di fotogrammetria.
Eccone un estratto di una di queste tabelle:

1001 459592.488 4671966.631 28.231 TARGET [VRS]
1002 459605.591 4671917.484 31.066 TARGET
1003 459716.314 4671952.860 39.300 TARGET
…..
Il software di elaborazione fotogrammetrica. utilizzerà queste informazioni per correggere le
immagini e creare il modello 3D georeferenziato.


Ed ecco per un rilievo di un tratto autostradale la collocazione dei GCP riportata su Google Earth.

L’importanza dei GCP
In sintesi, i GCP rappresentano un elemento chiave del rilievo fotogrammetrico con i droni. Essi
garantiscono la precisione del modello, permettono di effettuare misurazioni accurate e di correlare
il modello con la realtà. Il loro utilizzo è dunque imprescindibile per ottenere un rilievo
fotogrammetrico di qualità. Senza di essi, il modello ottenuto sarebbe un insieme di foto senza
alcuna scala di riferimento con la realtà. Questi punti di controllo forniscono un ponte tra il mondo
virtuale del modello e il mondo reale, garantendo che le rappresentazioni digitali siano fedeli e
attendibili rispetto all’ambiente fisico.

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